Confcooperative - Macerata

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Cos'è una cooperativa
In cooperativa per trovare risposte
Le cooperative di abitazione
Le cooperative di acquisti collettivi
Le cooperative agricole ed agroalimentari
Le cooperative di autotrasporto
Le cooperative cinematografiche ed arti visive
Le cooperative di consumo
Le cooperative delle costruzioni
Le cooperative tra imprenditori della distribuzione
Le cooperative editoriali
Le cooperative di facchinaggio

Le cooperative di informatica
Le cooperative della pesca
Le cooperative di pulizia
Le cooperative radiofoniche
Le cooperative scolastiche
Le cooperative di solidarietà sociale
Le cooperative sportive e del tempo libero
Le cooperative teatrali musicali/balletto
Le cooperative per trasporto persone
Le cooperative turistiche e ricettive
Le cooperative di servizi turistici
Le cooperative di ristorazione
Le cooperative di vigilanza
Banche di credito coop. casse rurali ed artigiane
L'impresa cooperativa: caratteristiche
La cooperazione nel codice civile
Costituzione della società cooperativa
Adempimenti successivi
Modificazione dell'atto costitutivo e statuto
Gli organi sociali
L'assemblea dei soci
Il consiglio di amministrazione
Il collegio sindacale
Le altre leggi sulla cooperazione
Piccola società cooperativa

 Cos'è una cooperativa
La storia delle Cooperative è iniziata 150 anni fa. L'art. 45 della Carta Costituzionale ne riconosce la funzione sociale, caratterizzata dalla mutualità e dall'assenza di finalità speculative.

Come vedremo, non si tratta solo di una semplice istituzione economica. Pur essendo rilevante l'aspetto economico-finanziario, l'attività di una Cooperativa va a toccare, in modo non marginale: la sfera del sociale, quella economica e non ultima quella culturale. La Cooperativa è dunque un'impresa nella quale la persona - socio, prevale decisamente sull'elemento economico.

Una Cooperativa è un'associazione di persone, che si riuniscono per il raggiungimento e il soddisfacimento di un bisogno comune. Una Cooperativa, dunque, non la si fa da soli.

E' una precisa scelta di campo. I bisogni dell'uomo e la solidarietà al centro dell'interesse. Il profitto come una condizione operativa da rispettare, per essere efficienti e garantire la crescita sociale ed economica dei soci.

Alla base della Cooperativa sta infatti la comune volontà dei suoi membri di tutelare i propri interessi di consumatori, lavoratori, operatori culturali. La comune gestione dell'impresa permette di non essere in uno stato di inferiorità nei confronti di chi, come i grandi gruppi, detiene una posizione di forza sul mercato.

Prima di ogni altra cosa è bene sottolineare alcuni requisiti essenziali che costituiscono delle condizioni necessarie e indispensabili da rispettare, affinché si possa parlare di vera e autentica società Cooperativa:
- l'assoluta democrazia nella gestione dell'impresa: "un socio - un voto".
- il fine esclusivamente mutualistico.

Il concetto di mutualità è la caratteristica principale di una impresa Cooperativa. Crescere insieme, auto - aiuto, ogni socio protagonista del proprio lavoro.

Estremamente vari e differenziati sono i settori di attività e i modi di presenza di una impresa Cooperativa. In questo opuscolo abbiamo elencato in ordine alfabetico le diverse realtà Cooperative per offrire un quadro completo di un mondo che continua a dare risposte concrete ai bisogni della gente.

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 In cooperativa per trovare risposte
La volontà di costituire una Cooperativa è data dalla individuazione di un bisogno comune e dalla determinazione di soddisfarlo in modo efficace ed efficiente, mediante l'autogestione e l'utilizzo ottimale delle risorse economiche e personali dei soci.

La diversità degli scopi distingue le Cooperative fra loro, le raggruppa in settori o aree di attività secondo le finalità perseguite e il settore economico che impegnano.

Per semplicità di lettura nelle pagine che seguono abbiamo voluto elencare, in ordine alfabetico, i modi e le capacità di risposta che il mondo cooperativo riesce a dare alle necessità del vivere e lavorare.

L'unica chiave di lettura che vogliamo dare è quella che la cooperazione può rispondere a tre grandi tipologie di necessità:

Risposta al bisogno di lavoro
Soci per creare occupazione, per migliorare le e proprie e condizioni di lavoro, per valorizzare le risorse individuali e collettive.

Risposta al bisogno di una migliore qualità della vita e di una migliore qualità dei servizi per far crescere la propria impresa
Soci perché si condivide uno stesso ideale Soci per fornire beni o servizi qualificati in autogestione.

Risposta al bisogno di far crescere la propria impresa
Insieme di più imprese che aggregandosi in Cooperativa riducono i costi di gestione, hanno più forza di acquisto e competitività, intraprendono iniziative comuni.

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 In quali settori si è sviluppata la cooperazione?
 Le cooperative di abitazione
Quello della casa è uno dei bisogni fondamentali dell'uomo. Per questo da sempre la costruzione degli alloggi ha rappresentato un settore importante delle attività umane, un settore dove trovano sintesi investimenti, risparmio, speculazione, qualità della vita, progetti per il futuro.
Un settore nel quale le famiglie italiane hanno investito enormi risorse nel dopoguerra, non trovando sempre piena corrispondenza. Per questo molte famiglie hanno voluto diventare protagonisti nella costruzione del proprio alloggio, non rassegnandosi al ruolo di "consumatori finali" di un prodotto confezionato da altri.
Quindi si sono riunite, hanno formato una cooperativa di abitazione, hanno cercato un'area, commissionato un progetto, adattandolo alle loro esigenze, appaltato il lavoro ad una impresa di costruzione, il più affidabile possibile, scegliendo materiali, colori ed ogni altro particolare della propria casa.
Eliminando l'utile speculativo ed il margine a garanzia del rischio d'impresa, questa casa è costata dal 20 al 30% in meno.
In questo modo le cooperative di abitazione negli ultimi 20 anni hanno assegnato alle famiglie socie oltre 1 milione di abitazioni.

Attualmente le cooperative di abitazione possono essere:
- a proprietà divisa (assegnando la casa ai soci in proprietà)
- a proprietà indivisa (assegnando ai soci un diritto di godimento della casa, che rimane di proprietà della cooperativa).

Si stanno diffondendo anche altri modelli di cooperative di abitazione:
- per l'affitto, semplice o con patto di futura vendita, a prezzo e scadenze prefissati, particolarmente adatto alle giovani coppie;
- per servizi all'abitare, organizzando i soci residenti per le manutenzioni, sia delle parti comuni che degli interni, la dotazione di servizi (impianti sportivi, etc.), la dotazione di parcheggi, spesso ampliando il tradizionale ruolo sociale anche in sostituzione del pubblico.

L'attività delle cooperative di abitazione si svolge all'interno di due ambiti normativi:
a] le norme generali che ne regolano gli atti (costituzione, obblighi, etc.);
b] le leggi di finanziamento dei programmi edilizi, che comunque precisano anche requisiti e condizioni.

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 Le cooperative di acquisto collettivo
La cooperativa censiti e programmati i bisogni reali degli associati (prodotti alimentari, arredo, attrezzature, etc.) acquista per conto del socio (commissionaria di acquisto). Maggiore sarà il fatturato che la cooperativa garantirà al venditore, migliori saranno le condizioni contrattuali e di pagamento.

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 Le cooperative agricole
Le cooperative operanti nel settore agricolo sono delle imprese che svolgono attività di raccolta, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli conferiti dai produttori soci. La cooperazione agricola di base dimostra tutta la sua vitalità continuando a crescere in volumi ed in base sociale, ricavandosi così spontaneamente le proprie ragioni di vita sul mercato.
Il dato maggiormente significativo è costituito dall'elemento qualitativo e cioè dalla presenza cooperativa nei prodotti a Denominazione di Origine e nella presenza sul mercato di esportazione: il 56% della produzione di Grana Padano e il 90% di Parmigiano vengono ottenuti in cooperativa, oltre ad altri importanti formaggi come il Montasio, l'Asiago e il Provolone Val Padana.
Nel vino abbiamo un 22% a denominazione geografica ed il 10% DOC e DOCG, inoltre il 10% del prodotto vinificato dalle cantine sociali viene esportato.
La cooperazione agricola è una cooperazione che si è affermata con successo nel mercato di nicchia e nell'offerta del prodotto più servizi, inserendosi massicciamente nella filiera agroalimentare.
Descrizione sintetica delle attività e delle capacità operative nei vari comparti agricoli:

Cooperative Avicunicole
Sono imprese cooperative che svolgono attività di allevamento, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di carni di coniglio, carni avicole e uova.
Cooperative Fiorovivaistiche
Sono le imprese cooperative che coltivano, lavorano, conservano e commercializzano fiori e piante.
Cooperative lattiero casearie
Sono imprese cooperative che svolgono attività di raccolta, trattamento e trasformazione del latte in prodotti caseari (formaggio, burro, latte alimentare, ricotta ecc.) e loro commercializzazione. Il latte globalmente conferito alle cooperative è passato negli ultimi anni in Italia dal 38% ad oltre il 40% con un incremento lineare dei prodotti trasformati: formaggi (con prevalenza di quelli a Denominazione di Origine), burro e latte alimentare.
Cooperative Olearie
Sono le imprese cooperative che lavorano, trasformano e commercializzano l'olio di oliva conferito dai produttori soci.
Cooperative Ortofrutticole
Sono le imprese cooperative che svolgono attività di lavorazione e commercializzazione di ortaggi e frutta conferita dai produttori soci. E' fondamentale il ruolo svolto dalle cooperative nel comparto della produzione ortofrutticola e nella concentrazione commerciale dei prodotti attraverso proprie filiere specifiche di valorizzazione. Le imprese cooperative controllano infatti oltre il 30% della produzione ortofrutticola (8 milioni di tonnellate) realizzando in complesso un fatturato valutabile attorno ai 5.000 miliardi di lire. Assai significativa risulta comunque anche l'incidenza cooperativa nei confronti dell'esportazione nazionale con circa il 20% nel comparto degli ortofrutticoli freschi e il 15% nei trasformati.
Cooperative di Servizi e Meccanizzazione
Sono imprese cooperative che svolgono attività di organizzazione della produzione di cereali e semi oleaginosi e forniscono mezzi e assistenza tecnica agli agricoltori soci.
Cooperative Tabacchicole Sono le imprese cooperative che svolgono attività di lavorazione e trasformazione del tabacco conferito dai soci.
Cooperative Vitivinicole
Sono imprese cooperative che oltre a lavorare e trasformare uve, conferite dai soci produttori agricoli, valorizzano e commercializzano i prodotti (vini, spumanti, succhi di uva, ecc.). Il comparto è passato da una trasformazione del 28% della produzione di uva da vino nazionale al 50% della produzione, la base sociale è passata da 246.000 a 368.000 soci.
Cooperative Zootecniche e Stalle sociali
Sono imprese cooperative che svolgono attività di allevamento, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di carni bovine e suine.

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 Le cooperative di autotrasporto
Sono imprese cooperative che svolgono attività di trasporto merci per conto terzi tramite mezzi di proprietà dei soci o della cooperativa.

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 Le cooperative cinematografiche ed arti visive
In questo settore rientrano cooperative che producono films, audiovisivi, spot pubblicitari e cooperative che svolgono attività di ricerche archeologiche, catalogazione e restauro di opere d'arte (beni culturali) anche con l'ausilio di audiovisivi. Queste cooperative rivolgono particolare attenzione alla formazione tecnica dei propri operatori, creando così professionalità e occasioni di lavoro.

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 Le cooperative di consumo
Un numero di consumatori si unisce dando vita ad una cooperativa per acquistare in comune i prodotti per le proprie necessità. Attualmente tali cooperative vendono non solo ai soci, ma alla generalità dei consumatori, operando nel mercato come un punto vendita. Oggi infatti la filosofia della cooperazione di consumo non poggia più solo sul concetto di mutualità, ma su quello più generale di prestare un servizio per la qualità e la tutela del consumatore.

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 Le cooperative delle costruzioni
Sono le imprese cooperative che operano in ogni settore delle opere civili, con tecnologie avanzatissime, tecnici qualificati e maestranze con elevata professionalità. Queste cooperative svolgono la propria attività in settori diversificati, dalle grandi opere infrastrutturali, ai maggiori insediamenti industriali e commerciali, compresi i nuovi settori come quelli dell'energia e dell'ecologia; senza dimenticare che il mercato della casa rimane il fulcro dell'intero sistema economico-imprenditorale del settore.

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 Le cooperative tra imprenditori della distribuzione
Un numero di imprenditori si unisce dando vita ad una cooperativa per l'acquisto in comune di merci finalizzate al rifornimento dei propri punti vendita. A tale funzione primaria nel tempo se ne sono aggiunte altre: la gestione comune di una presenza complessiva sul mercato, riconoscibile, caratteristica, personalizzata (insegna comune, prodotti con proprio marchio).

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 Le cooperative editoriali
Il settore editoriale comprende le cooperative che: acquistano e vendono libri nell'ambito delle università, pubblicano periodici locali e/o specializzati, gestiscono informazioni e pubblicità. Particolare interesse rivestono quelle realtà che operano nel campo della comunicazione e dell'editoria coprendo nicchie di mercato specializzato: informazione turistica, culturale, o seguono da vicino i problemi delle comunità locali.

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 Le cooperative di facchinaggio
Sono quelle imprese cooperative che scaricano e manipolano colli o merci nei porti, mercati e magazzini attraverso una gestione integrata di logistica e trasporto.

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 Le cooperative di informatica
Sono imprese cooperative che erogano servizi di elaborazioni informatiche per tutti i settori produttivi ed economici. Alcune forniscono computer o macchinari similari.

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 Le cooperative della pesca
Le cooperative della pesca sono aggregazioni di pescatori o di imprese di pesca che si associano per mettere insieme l'energia lavorativa ed i prodotti per aumentare il proprio potere contrattuale nei confronti del "mercato". In funzione del luogo ove è esercitata l'attività si posso distinguere, fatte eccezioni per regioni come il Veneto e la Sardegna dove le possiamo trovare insieme, in:
- Cooperative di pesca marittima
- Cooperative di pesca in acque interne.
Per specificare e riassumere le varie tipologie possiamo individuare le seguenti caratteristiche:
- settore che definiamo di "lavoro", dove la cooperativa gestisce direttamente i pescherecci ed il lavoro svolto dai soci è assimilabile al lavoro dipendente;
- settore che definiamo "di servizi", dove la cooperativa associa imprese di pesca che gestiscono i pescherecci autonomamente e presta ai soci vari tipi di servizi come: mercato ittico, rifornimenti di bordo, assistenza amministrativa ecc.
Esistono anche cooperative che possiamo definire "miste", dove sono presenti entrambi i tipi di organizzazione citati. Sempre più frequenti sono le cooperative di pesca che esercitano attività di acquacoltura o maricoltura.

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 Le cooperative di pulizia
Sono imprese cooperative che forniscono servizi di pulizia di negozi, mostre, uffici e in genere locali pubblici o privati; servizi di sanificazione ambientale quali la disinfezione, disinfestazione, derattizzazione.

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 Le cooperative radiofoniche
Il settore dell'emittenza raccoglie moltissime radio ed alcune televisioni locali che nella formula cooperativa hanno trovato la possibilità di diffondere il messaggio della comunità di appartenenza tutelando i patrimoni di cultura di cui sono portatori. Il parlare direttamente con la gente, comunicare, essere protagonisti dell'informazione rappresenta il tentativo di una comunicazione diversa che non punti a condizionare pesantemente i gusti ed i consumi, ma valorizzi anche gli orientamenti individuali sotto il profilo culturale.

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 Le cooperative scolastiche
La cooperazione nel comparto della scuola comprende due realtà profondamente diverse nella loro realizzazione e negli scopi che perseguono:
a] Cooperative nella scuola
Si tratta di Associazioni fra scolari o studenti guidati da un tutor insegnante che, usando il modello cooperativo, intraprendono un lavoro che ha finalità didattiche.
b] Scuole a gestione cooperativa
Sono cooperative costituite da genitori, docenti, forze sociali presenti sul territorio, che gestiscono scuole di ogni ordine e grado. Si tratta comunque di scuole non statali che, come tali possono essere:
- autorizzate;
- parificate;
- legalmente riconosciute.
Le cooperative scolastiche sono oggi in Italia circa duecento e gestiscono almeno quattrocento scuole dalla materna alla media superiore.
Oggi esistono ancora spazi di diffusione che vanno ricercati là dove antiche scuole gestite da Congregazioni, rischiano la chiusura per mancanza di vocazioni, oppure dove una comunità laicale viva e attiva desidera rifarsi carico dell'educazione dei propri figli.

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 Le cooperative di solidarietà sociale
Le cooperative nell'ambito della solidarietà sociale costituiscono ormai da anni lo strumento più efficace per operare al servizio degli "ultimi" coniugando imprenditorialità e solidarietà. Esse, non a caso, nel nostro paese sono una delle forme su cui si è coniato il concetto di "impresa sociale". Cioè di quella impresa che pur con tutte le caratteristiche dell'impresa normale, non ha come obiettivi primari gli scopi "tipici" dell'impresa ma l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini. Le cooperative sociali, come indica la L. 381/91 si dividono in due grandi comparti:
a] Cooperative di gestione di servizi socio-sanitari ed educativi
Sono cooperative per l'assistenza domiciliare ai soggetti svantaggiati, per la gestione di case famiglia, di case di riposo, di asili nido.
b] Cooperative finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate
Tale inserimento può avvenire tramite lo svolgimento di attività agricole, industriali, commerciali o di servizi.
Sono essenzialmente cooperative agricole (adatte in modo particolare per il recupero dei tossico dipendenti), oppure cooperative che operano nei più svariati settori: dall'informatica, all'artigianato, dalla pulizia, alla falegnameria, etc.
La nascita delle cooperative sociali deve tener conto dei bisogni del territorio, in quanto hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità. I soggetti svantaggiati su cui intervengono le cooperative di tipo b. sono quelli elencati tassativamente dall'art. 4 della legge del 18 novembre 1991 n. 38. Tali soggetti svantaggiati, a cui vengono fiscalizzati gli oneri sociali, devono essere almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa.

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 Le cooperative sportive e del tempo libero
Lo sport è diventato un bene di sempre più ampio consumo, un fenomeno sociale di vasta portata e rilevanza anche per la salute. Lo sport unito a offerte di servizi di qualità per il tempo libero, oltre ad essere arricchimento della persona e della sua libertà nel rapporto con gli altri, deve poter diventare l'occasione per attrarre turismo. Esistono due forme di cooperazione sportiva:
- cooperative che realizzano e/o gestiscono impianti sportivi di proprietà o in convenzione.
- cooperative tra insegnanti di educazione fisica, maestri di sci, nuoto, tennis, ecc. tra coloro cioè che dallo sport traggono la loro professione.

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 Le cooperative teatrali musicali/balletto
In questo gruppo rientrano cooperative che:
- gestiscono teatri, cinema, scuole di recitazione e spazi teatrali.
- producono o organizzano spettacoli teatrali, rassegne, etc.
Alcune cooperative operano in modo specifico nel teatro di prosa per ragazzi, nella danza e musica; altre si interessano dell'animazione negli asilo nido, e nelle scuole di ogni ordine e grado. L'attività svolta può abbracciare l'intera stagione teatrale oppure offrire servizi di intrattenimento estivo per l'infanzia e la gioventù.
Tali realtà sono presenti su tutto il territorio nazionale pur se bisogna distinguere le iniziative amatoriali da quelle professionali.
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 Le cooperative per trasporto persone
Sono quelle imprese cooperative che svolgono attività di trasporto di persone via mare o via terra e possono avere licenza privata o pubblica (taxi).

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 Le cooperative turistiche e ricettive
Al mercato interessano ventagli di opportunità turistiche che il singolo operatore non può offrire. Da qui la necessità di aggregare singole aziende al fine di:
- formare gruppi omogenei per categoria interessati a segmenti specifici di mercato;
- assistere le imprese nell'ammodernamento e nella riqualificazione dei servizi, per dare risposte in tempi reali;
- arricchire il prodotto turistico con pacchetti di servizi e prestazioni extraricettive (animazione, sport, assistenza al cliente, etc.)
- programmare campagne di promozione e sviluppo del prodotto offerto.
In particolare sono cooperative tese a espletare operazioni commerciali nelle quali la coalizione contrattuale si rivela indispensabile alla economia delle singole unità aziendali.
Cooperative ricettive alberghiere, extra alberghiere e agenzie di viaggio.

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 Le cooperative di servizi turistici
Sono cooperative tra guide e accompagnatori operanti nel settore del turistico, naturalistico e agrituristico. Cooperative per la gestione di: servizi nautici, congressuali, fiere, manifestazioni in genere. Cooperative per la gestione dei servizi ai parchi, ai musei, alle mostre d'arte.

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 Le cooperative di ristorazione
Sono le imprese cooperative che forniscono derrate alimentari e pasti a mense, villaggi turistici, hotel e campeggi elo comunità in genere.

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 Le cooperative di vigilanza
Sono le imprese cooperative che forniscono attività di sorveglianza presso banche, uffici pubblici e privati. Per svolgere questa attività occorre un rilascio da parte della Prefettura del decreto di guardia giurata particolare. Visto il ruolo intersettoriale e di sostegno all'economia locale svolto dalle Banche di Credito Cooperativo, abbiamo preferito dare risalto, alle peculiarità di questo settore, in questo ultimo capitolo.

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 Banche di credito cooperativo casse rurali ed artigiane
Nel panorama creditizio italiano, le banche di credito cooperativo/casse rurali ed artigiane costituiscono un segmento particolarmente significativo, con peculiarità originali, riconosciute nello stesso nuovo testo unico bancario, in vigore dal 1° gennaio 1994 (decreto legislativo n. 385 del 1° settembre 1993).
La loro identità si configura nell'essere cooperative e banche delle comunità locali, saldamente ancorate a ben delimitati ambiti territoriali.
L'esperienza del credito cooperativo nel nostro Paese ha oltre centodieci anni: la prima Cassa rurale venne fondata, infatti, nel 1883.
Nel corso del 1994, il gruppo delle Banche di credito cooperativo-Casse rurali ed artigiane - 646 aziende con 2.362 sportelli - ha ulteriormente potenziato la sua presenza capillare nel territorio. La loro incidenza sul totale nazionale è di oltre il 7% per la raccolta di risparmio e del 5% per quanto concerne gli impieghi, destinati ai soci, alle famiglie ed ai piccoli e medi operatori economici. I soci azionisti sono oltre 400 mila.

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Principi giuridici
 L'impresa cooperativa: caratteristiche
Le cooperative sono società che hanno scopo mutualistico ed il capitale sociale variabile.

Le imprese cooperative sono state nettamente distinte dalle altre società
a) Mentre lo scopo delle altre società è la realizzazione del lucro ed il riparto degli utili patrimoniali, le cooperative hanno scopo mutualistico, che consiste nell'assicurare ai soci il lavoro (cooperative di produzione e lavoro, di trasporto, di pesca, sociali), beni di consumo (cooperative di consumo), o servizi (cooperative agricole, ecc.) a condizioni migliori e più remunerative. Unendosi in cooperativa, i soci soddisfano i propri interessi personali e professionali ed autogestiscono la propria impresa, correndo anche i rischi relativi ed avvantaggiandosi dei risultati positivi della gestione. Nelle altre società gli utili di esercizio vengono distribuiti ai soci in proporzione alle azioni o alle quote possedute, mentre nelle cooperative gli avanzi di gestione rimangono nel patrimonio sociale e possono essere destinati agli investimenti ed allo sviluppo delle attività d'impresa ed alla istituzione di servizi comuni.
b) Un altro aspetto tipico delle cooperative è la variabilità del capitale sociale, che appunto aumenta o si riduce in relazione all'ingresso o all'uscita dei soci, senza che ciò comporti problemi di modifica statutaria. Questo corrisponde alla variabilità del numero e delle persone dei soci. Infatti, la mutualità, cioè la fornitura di occasioni di lavoro, beni e servizi presuppone una pluralità di persone che collaborano insieme per gestire la loro impresa.
c) Il terzo elemento che caratterizza le cooperative rispetto alle altre società è l'importanza delle persone dei soci. Ogni socio persona fisica ha un solo voto nelle assemblee (una testa un voto). Tutti i soci hanno eguali diritti e gli stessi obblighi. Inoltre, i soci devono possedere i necessari requisiti per sv olgere la loro attività nella cooperativa.

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 La cooperazione nel codice civile
La misura della partecipazione del singolo socio in una cooperativa è soggetta ad alcuni limiti massimi, ispirati al principio della rilevanza della persona rispetto al capitale. Tali limiti risultano i seguenti:
- lire 80 milioni per le società cooperative in genere;
- lire 120 milioni per le cooperative di conservazione, lavorazione, trasformazione ed alienazione dei prodotti agricoli e per le cooperative di produzione e lavoro.
Il valore nominale di ciascuna quota od azione non può essere inferiore a lire 50.000 ed il valore nominale di ogni azione non può superare lire 1.000.000.

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 Costituzione della società cooperativa
La società cooperativa si costituisce con atto pubblico e con la partecipazione di almeno nove soci.
L'atto costitutivo deve prevedere le seguenti indicazioni:
a) cognome e nome, data di nascita, domicilio e cittadinanza dei soci;
b) denominazione, sede della società ed eventuali sedi secondarie;
c) oggetto sociale;
d) se la società è a responsabilità illimitata o limitata e, in questo caso, se il capitale sociale è ripartito in azioni e l'eventuale responsabilità sussidiaria dei soci;
e) la quota di capitale sottoscritto da ciascun socio, i versamenti eseguiti e, se il capitale è ripartito in azioni, il valore nominale di queste e il numero delle azioni sottoscritte da ciascun socio;
f) il valore dei crediti e dei beni conferiti in natura;
g) le condizioni per l'ammissione dei soci ed il modo ed il tempo in cui devono essere eseguiti i conferimenti;
h) le condizioni per l'eventuale recesso e per l'esclusione dei soci;
i) le norme secondo le quali devono essere ripartiti gli utili, la percentuale massima degli utili ripartibili e la destinazione che deve essere data agli utili residui;
j) le forme di convocazione dell'assemblea, in quanto si deroghi alle disposizioni di legge;
k) il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza sociale;
l) il numero dei componenti il collegio sindacale;
m) la durata della società.
Lo Statuto, che forma parte integrante dell'atto costitutivo ed è a questo allegato, contiene le norme relative al funzionamento della cooperativa.

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 Gli adempimenti successivi
Ottenuta l'iscrizione presso il tribunale, la cooperativa è tenuta ad effettuare, nel termine di 30 giorni, i seguenti ulteriori adempimenti:
a) pubblicare l'atto costitutivo e Statuto nel Bollettino Ufficiale delle società cooperative presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (U.P.L.M.O.);
b) iscriversi presso il registro ditte della Camera di commercio;
c) iscriversi al registro prefettizio.

Inoltre, prima della registrazione, occorre presentare la richiesta di apertura del numero del contribuente presso l'Esattoria e la domanda di attribuzione del numero di partita IVA all'ufficio provinciale dell'imposta sul valore aggiunto.

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 Modificazione dell'atto costitutivo e statuto
Le modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto sono di competenza dell'assemblea straordinaria e concernono le variazioni degli elementi stabiliti all'art. 2518 codice civile.
In ordine alla procedura da seguire, essa è identica a quella stabilita in materia di costituzione della società, dovendo la relativa deliberazione essere sottoposta ad omologazione ed iscrizione in tribunale nonché a tutti gli adempimenti successivi.

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 Gli organi sociali
In virtù del rinvio disposto dall'art. 2516 codice civile, si applicano agli organi sociali della società cooperativa le norme previste in materia di società per azioni in quanto compatibili con le disposizioni specifiche dettate in tema di cooperative o con quelle di legge speciali.
Gli organi sociali dell'impresa cooperativa sono:
- l'assemblea dei soci;
- il consiglio di amministrazione;
- il collegio sindacale.

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 L'assemblea dei soci
L'assemblea è la riunione dei soci alla quale è attribuito il compito di esprimere il programma delle attività sociali.
Ogni socio un voto
Caratteristica fondamentale dell'assemblea di società cooperativa è costituita dalla circostanza che in essa ogni socio ha un voto, qualunque sia il valore della quota o il numero delle azioni possedute. Nelle assemblee hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno tre mesi nel libro dei soci.
Deroga al principio dell'unicità del voto è stabilita per le società cooperative con partecipazione di persone giuridiche alle quali l'atto costitutivo può attribuire fino ad un massimo di cinque voti, tenuto conto dell'ammontare della quota o delle azioni ovvero del numero dei loro membri.
Al contrario delle società per azioni, le maggioranze richieste per la regolarità della costituzione delle assemblee e per la validità delle deliberazioni sono calcolate secondo il numero dei voti spettanti ai soci. Inoltre, è ammissibile prevedere statutariamente quorum costitutivi e deliberativi anche in deroga a quelli stabiliti in materia di società per azioni. E' pure consentito il voto per corrispondenza, se previsto nello Statuto, disponendosi in questo caso che l'avviso di convocazione dell'assemblea debba contenere per esteso il testo della deliberazione proposta.

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 Il consiglio di amministrazione
Il Consiglio di amministrazione è l'organo di governo dell'impresa cooperativa, al quale è attribuito il compito di curare l'amministrazione della società, provvedendo, tra l'altro, a redigere il bilancio annuale di esercizio con la prescritta relazione di accompagnamento.
Peculiarità degli amministratori di cooperative è la circostanza che essi devono essere soci o mandatari di persone giuridiche socie.
Lo Statuto può inoltre prevedere che uno o più amministratori siano scelti tra gli appartenenti alle diverse categorie dei soci, in proporzione dell'interesse che ciascuna categoria ha nell'attività sociale.
Per il resto valgono le disposizioni dettate in materia di consiglio di amministrazione della società per azioni dagli art. 2380 e seguenti codice civile.

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 Il collegio sindacale
Il Collegio dei sindaci è l'organo di controllo dell'impresa cooperativa ed il suo carattere fondamentale è quello dell'imparzialità propria di ogni organo di controllo.
Anche al collegio sindacale della società cooperativa si applicano le norme che disciplinano tale organo nelle società per azioni, ad eccezione di poche norme specifiche recate dall'art. 2535 codice civile.
Queste ultime prevedono che lo Statuto possa stabilire che uno o più sindaci siano scelti tra gli appartenenti alle diverse categorie di soci, in proporzione all'interesse che ciascuna categoria ha nell'attività sociale.
Inoltre, non si applicano al collegio sindacale di cooperative, i commi secondo e terzo dell'art. 2397 che impongono alle S.p.A. l'obbligo di scegliere taluni sindaci tra gli iscritti nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti.

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 Le altre leggi sulla cooperazione
Il Dlcps 14 dicembre 1947 n. 1577 e successive modifiche ed integrazioni (legge "Basevi") è la legge più importante in materia di cooperazione. Essa reca le norme sulla vigilanza delle imprese cooperative nonché quelle sulla stessa struttura giuridica, in ciò integrando la disciplina civilistica.
Le altre principali disposizioni legislative sono le seguenti:
- L.17 febbraio 1971, n. 127 - Modifiche al Dlcps 14 dicembre 1947, n. 1577, modificato con L. 18 maggio 1949, n. 285 e ratificato con ulteriori modificazioni dalla L. 2 aprile 1951, n. 302, concernente provvedimenti per la cooperazione.
- L.19 marzo 1983, n. 72 - Rivalutazione monetaria dei beni e del capitale delle imprese: disposizioni in materia di imposta locale sui redditi concernenti le piccole imprese; norme relative alle Banche popolari, alle società per azioni ed alle cooperative nonché disposizioni in materia di trattamento tributario dei conti interbancari.
- L.31 gennaio 1992, n. 59 - Nuove norme in materia di società cooperative.
Le leggi fondamentali sui settori cooperativi sono:
- L.25 giugno 1909, n. 422 e R.D. n. 278/1911 - Cooperative di produzione e lavoro e loro consorzi ammissibili agli appalti pubblici;
- L.27 febbraio 1985, n. 49 - Provvedimento per il credito alla cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei livelli di occupazione;
- L.8 novembre 1991, n. 381 - Disciplina delle cooperative sociali.

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 Piccola società cooperativa
Con la legge 7 agosto 1997, n. 266 articolo 21 è stata introdotta nel nostro sistema societario una nuova fattispecie di società cooperativa".

La nuova ipotesi societaria si configura come una forma semplificata di società cooperativa, dotata di personalità giuridica e di autonomia.

Quale strumento di incentivazione all'occupazione il numero minimo di soci richiesto è non inferiore a tre e non superiore a otto

In particolare, la PSC deve essere composta esclusivamente da persone fisiche, e ne consegue che le possibilità di utilizzare lo strumento cooperativo aumentano considerevolmente, potendosi costituire una PSC con soli tre soci persone fisiche.

È consentita la trasformazione della PSC esclusivamente in società cooperativa, qualora ne ricorrano le condizioni. L'ipotesi più facilmente verificabile è quella del superamento del numero massimo dei soci.
Sebbene non specificato, si ritiene che sia anche ammissibile la trasformazione della società cooperativa in PSC, nel caso il numero dei soci si riduca al di sotto di nove e non sia reintegrato ai sensi dell'art. 22, secondo comma del D.L.C.P.S. 14.12.1947, n. 1577.

La piccola società cooperativa per costituirsi deve perseguire come ogni altra società cooperativa uno scopo mutualistico. Tale scopo si estrinseca nella possibilità di procurare ai propri soci opportunità di lavoro, beni e servizi a condizioni migliori rispetto a quelle offerte dal mercato.

Nella denominazione sociale è obbligatoria l'indicazione di "piccola società cooperativa" che non può essere usata da società che non hanno scopo mutualistico Qualora il potere di amministrazione sia attribuito all'assemblea, è necessaria la nomina del Presidente, al quale spetta la rappresentanza legale.

Per quanto attiene all'organo di controllo, trovano applicazione alla PSC le stesse norme previste per il Collegio sindacale della società a responsabilità limitata -s.r.l. (artt. 2488 e 2435-bis c.c.). In specie, ne è obbligatoria la nomina se il capitale sociale non è inferiore a 200 mil. di lire ovvero se per due esercizi consecutivi siano stati superati due dei seguenti limiti
- totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4700 mil. di lire
- ricavi delle vendite e delle prestazioni: 9500 mil. di lire
- dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unità
Viene inoltre specificata con disposizione la limitazione della responsabilità per le obbligazioni sociali, per le quali risponde soltanto la piccola società cooperativa con il suo patrimonio.
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